Touchpoint, testata editoriale focalizzata sull’intersezione tra mercati e innovazione, nell’edizione cartacea di febbraio–marzo ha dedicato un approfondimento a Hemera, con un’intervista a Cristiana Vignoli, Amministratore Delegato della società. 

L’intervista affronta il tema della comunicazione scientifica nello sviluppo di terapie avanzate, con particolare attenzione al ruolo che questa assume nelle fasi di transizione dalla ricerca preclinica alla sperimentazione clinica nell’uomo, oggi al centro del percorso di sviluppo della piattaforma REMaST. 

In questa fase, caratterizzata dall’ingresso verso studi first-in-human, la corretta gestione del racconto scientifico diventa un elemento fondamentale non solo per la divulgazione, ma anche per la costruzione di un dialogo trasparente e responsabile tra ricerca, clinica e stakeholder del settore. 

Comunicare la ricerca: coerenza, rigore e responsabilità 

Nel corso dell’intervista, Cristiana Vignoli evidenzia come, per una realtà deep biotech, la comunicazione rappresenti una componente integrata del percorso di sviluppo e debba mantenere una forte coerenza tra i diversi interlocutori coinvolti. 

“Una biotech non può permettersi narrazioni separate e incoerenti. Hemera ha un’unica architettura narrativa, che si declina in modo coerente sui diversi stakeholder.” 

Il racconto della ricerca, sottolinea Vignoli, deve rimanere sempre ancorato all’evidenza scientifica, che costituisce il riferimento centrale di ogni fase del percorso di sviluppo. 

“Il nostro punto fermo è la rigenerazione del tessuto nervoso danneggiato. Cambiano i linguaggi e i contesti, ma la sostanza resta sempre guidata dai dati scientifici.” 

REMaST®: dalla scoperta scientifica alla fase traslazionale 

La piattaforma REMaST, sviluppata da Hemera, si basa sulla riprogrammazione funzionale dei macrofagi per attivare processi biologici coinvolti nella rigenerazione del tessuto nervoso e nella modulazione della risposta infiammatoria. 

I risultati preclinici, pubblicati su Immunity by Cell Press, hanno contribuito a rafforzare il razionale scientifico della tecnologia e a posizionarla all’interno di un percorso traslazionale verso la clinica. 

Nel passaggio dalla ricerca di laboratorio alla sperimentazione clinica, la comunicazione assume un ruolo particolarmente delicato, in quanto deve garantire chiarezza, rigore e corretta contestualizzazione delle evidenze scientifiche. 

“È fondamentale spiegare con precisione il percorso che porta dai dati preclinici alla possibile applicazione clinica, evitando semplificazioni eccessive e mantenendo sempre chiaro il livello di sviluppo della tecnologia.” 

La fase clinica e il ruolo della comunicazione scientifica 

la comunicazione della ricerca assume una funzione ancora più strategica, diventando parte integrante della responsabilità scientifica del progetto. La necessità di bilanciare innovazione e aspettative rende essenziale un linguaggio chiaro e accurato, capace di rappresentare correttamente il livello di maturità della tecnologia e il percorso ancora necessario alla sua piena validazione clinica.

Come sottolinea Vignoli:

“I risultati preclinici sono promettenti, ma ogni terapia avanzata richiede un percorso rigoroso, fatto di verifiche successive e passaggi clinici progressivi prima di poter arrivare ai pazienti.”

Impatto clinico e prospettiva di sviluppo

Nel corso dell’intervista viene inoltre richiamato il contesto clinico delle lesioni del midollo spinale, una condizione complessa e ad alto impatto, per la quale ad oggi non esistono terapie risolutive.

In questo scenario, REMaST rappresenta una piattaforma terapeutica con un potenziale di miglioramento della funzione motoria e della qualità di vita dei pazienti, ma si colloca all’interno di un percorso di ricerca traslazionale ancora in evoluzione.

L’intervista completa è disponibile qui (versione sfogliabile di Touchpoint febbraio – marzo)