Guido Fumagalli

PRESIDENTE e direttore medico

Docente di Farmacologia presso Università di Verona

Guido si è laureato in Medicina a Roma nel 1974 e dal 1979 ha lavorato nel reparto di neuropatologia della Mayo Clinic (Rochester, MN, USA) sotto la guida del Dr A.G. Engel con cui ha studiato i meccanismi patogenetici della Miastenia Grave. In quegli anni ha partecipato agli studi che hanno consentito di trasformare la malattia da mortale a compatibile con una vita normale. Dal 1986 è stato professore associato di farmacologia all’Università di Milano, dove ha diretto un gruppo di ricerca dedicato allo studio delle interazioni trofiche che avvengono a livello delle sinapsi e delle cellule nervose. Dal 1994 è professore ordinario di farmacologia all’Università di Verona dove ha attivato un importante laboratorio di neuroscienze e neurofarmacologia che ha contribuito in modo rilevante alle conoscenze sui segnali trofici sinaptici e sul significato delle meningi come sede di cellule staminali neurali. E stato delegato del Rettore per la Ricerca e per le Relazioni Internazionali dell’Ateneo e, in considerazione delle capacità organizzative, nel 2003 è stato nominato Preside della nuova Facoltà di Scienze Motorie. Durante questa esperienza ha stretto contatti con associazioni di pazienti medullolesi, che ancora oggi supportano le ricerche sulle meningi, sulle cellule staminali e sulle nuove terapie cellulari per la cura delle lesioni midollari e del cervello. Nel corso degli anni ha vinto premi e numerosi finanziamenti competitivi da importanti agenzie italiane ed europee, pubbliche e private – tra cui la International Foundation for Research in Paraplegia-. Guido è autore di oltre 150 lavori su riviste internazionali con H-index di 30, ha organizzato numerosi congressi italiani e internazionali. E’ membro di diverse associazioni scientifiche italiane e straniere ed è stato membro di commissioni per la valutazione di progetti e di posizioni universitarie in Italia, Europa, USA e Australia. Guido è un group leader capace di motivare e di promuovere la collaborazione tra i componenti dei gruppi di ricerca che ha coordinato. La disponibilità ad ascoltare, l’attitudine a essere propositivo e tecnologicamente innovativo gli è valsa la stima e la fiducia diffusa in ambito accademico e industriale.

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