Uno studio peer-reviewed dimostra il potenziale terapeutico di REMaST® nella riparazione del midollo spinale e nella rigenerazione neuronale
Hemera comunica con soddisfazione la pubblicazione preprint online del manoscritto “Tumor-associated macrophages enhance peripheral nerve tumor infiltration and spinal cord repair”, che riporta le scoperte precliniche alla base del potenziale rigenerativo di REMaST. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Immunity by Cell Press online del 26 Gennaio 2026.
Immunity è una delle riviste più prestigiose nel campo dell’immunologia e della ricerca biomedica, riconosciuta per la pubblicazione di studi fondamentali che contribuiscono all’avanzamento della conoscenza scientifica e della medicina traslazionale.
Lo studio peer-reviewed presenta evidenze precliniche rigorose che convalidano le basi scientifiche di REMaST, confermandone la solidità e la rilevanza traslazionale come terapia cellulare avanzata per le lesioni del midollo spinale. Sfruttando le funzioni innovative delle macrofagi associati ai tumori (TAMs), la ricerca dimostra come REMaST favorisca la sopravvivenza neuronale, la rigenerazione assonale e il recupero funzionale in modelli preclinici.
Guido Fumagalli, Presidente, Co-Fondatore e Chief Medical Officer di Hemera, ha commentato:
“Le scoperte riportate in questa pubblicazione mettono in discussione due dogmi consolidati: che il danno al tessuto nervoso non sia riparabile e che le cellule staminali siano l’unica opzione per le malattie degenerative cerebrali. REMaST apre nuove prospettive terapeutiche.”
Sul cambio di paradigma che emerge dallo studio, Massimo Locati, Co-Fondatore e Direttore scientifico di Hemera ha aggiunto:
“Questa scoperta rivela un ruolo inatteso dei macrofagi. Di queste cellule conosciamo da decenni il ruolo nella difesa dagli agenti infettivi e nella regolazione della riposta immunitaria, mentre questo studio mostra chiare evidenze sperimentali della loro capacità di interagire con i tessuti in cui si trovano e di potenziarne le capacità rigenerative. Questa funzione di supporto alla rigenerazione l’abbiamo appresa studiando il ruolo dei macrofagi che si ritrovano abbondanti all’interno dei tumori e siamo ora impegnati a sfruttarla per migliorare le capacità rigenerative degli organi, in particolare quelli che esprimono limitate potenzialità spontanee, come il sistema nervoso centrale. Hemera ha identificato e brevettato un sistema di coltura e differenziamento di macrofagi che ne esalta queste funzioni e sta sviluppando i protocolli necessari per produrre un tipo cellulare con promettenti capacità nel contesto della medicina rigenerativa.”
Guardando alle implicazioni traslazionali e al percorso di sviluppo della terapia verso l’uomo, Francesco Bifari, Co-Fondatore di Hemera e Direttore dello sviluppo della terapia REMaST, ha dichiarato
“Hemera vuole portare le conoscenze prodotte dalla sperimentazione preclinica al letto del paziente. In accordo con le direttive EMA, stiamo sviluppando il prodotto REMaST, i macrofagi rigenerativi, da utilizzare nell’uomo per la sperimentazione clinica sulla lesione del midollo spinale.”
Mentre per quanto riguarda la piattaforma e le prospettive applicative in medicina rigenerativa, Ilaria Decimo, Co-Fondatrice di Hemera e Direttrice Ricerca e Sviluppo, ha aggiunto: “
Abbiamo dimostrato che queste cellule (REMaST) sono efficaci e sicure per il trattamento delle lesioni spinali, ora stiamo lavorando per portare queste cellule nell’uomo e per sviluppare una piattaforma rigenerativa capace di agire in diversi contesti patologici, dal sistema nervoso centrale ad altri tessuti.”
Infine Cristiana Vignoli, CEO di Hemera, in una visione strategica di lungo periodo e di avanzamento verso la fase clinica, ha concluso sottolineando come
“Il riconoscimento da parte della comunità scientifica internazionale del potenziale terapeutico della nostra piattaforma REMaST nella rigenerazione dei tessuti, come il tessuto nervoso lesionato, rappresenta un passaggio chiave nella strategia di Hemera verso lo sviluppo clinico di opzioni terapeutiche per pazienti ancora oggi senza cura.“